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Dinfna
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mwewDinfnacite-ref-mart-1-1[1]cite-ref-libro-2-1[2] o Dimpnacite-ref-sqpn-3-1[3] (in francese Dymphne o Dympne; VII secolocite-ref-libro-2-2[2] – Geel, VII secolocite-ref-mart-1-2[1]cite-ref-libro-2-3[2]cite-ref-sqpn-3-2[3]cite-ref-catholic-4-0[4]) era una giovane di origine irlandese che subì il martirio per mano di suo padre nell'odierno Belgio.
Contents
• Culto
• Note
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Biografia
Il padre era affetto da qualche genere di malattia mentalecite-ref-libro-2-5[2]cite-ref-catholic-4-1[4]; la madre morì quando lei aveva 14 annicite-ref-sqpn-3-4[3]cite-ref-catholic-4-2[4], e suo padre viaggiò in tutto il mondo occidentale alla ricerca di un'altra donna, non trovandola; rincasato, vide che la figlia era bella quanto la madre e, reso folle dal dolore, cercò di sostituirla con leicite-ref-libro-2-6[2]cite-ref-sqpn-3-5[3]cite-ref-catholic-4-3[4]. Dinfna, per sottrarsi alle sue mire mwzgincestuose, fuggì col suo anziano confessore Gerebernus nel continente e i due, sbarcati ad mwzwAnversa, raggiunsero i boschi che circondavano la foresta di mwaaGeel (ora in mwaqBelgio)cite-ref-libro-2-7[2]cite-ref-sqpn-3-6[3]cite-ref-catholic-4-4[4]. Damon li inseguì, giungendo anch'egli in Belgio: ivi, un oste rifiutò le sue monete straniere, sapendo che erano difficili da cambiarecite-ref-sqpn-3-7[3]. Dato ch'era insolito per un taverniere di villaggio conoscere le valute straniere e che aveva già visto la sua, Damon capì che sua figlia era vicina, e concentrò le ricerche nella zonacite-ref-sqpn-3-8[3]. Li trovò infine presso la Cappella di San Martino a Geel dove i due, credendosi al sicuro, si erano votati alla vita contemplativacite-ref-libro-2-8[2]. Decapitò subito il sacerdote, e poi anche la figlia, quando questa rifiutò nuovamente di arrendersi al genitorecite-ref-libro-2-9[2]cite-ref-sqpn-3-9[3]cite-ref-catholic-4-5[4].
Al momento della morte, Dinfna era solo quindicennecite-ref-catholic-4-6[4]; i due santi vennero sepolti dalla gente del luogo dentro a una caverna, in semplici mwkwsarcofagi di pietra i cui resti esistono ancoracite-ref-libro-2-10[2]. Le reliquie di Dinfna sono custodite a Geel, mentre quelle di Gerebernus a mwmaXantencite-ref-libro-2-11[2].
Culto
Sul luogo ove era avvenuto il martirio si susseguirono svariati mwpamiracoli, fra cui la cura di persone malate di mente o possedute, e anche le reliquie di Dinfna sono dette in possesso di tali capacitàcite-ref-sqpn-3-10[3]cite-ref-catholic-4-7[4]: si tramanda che, durante la messa per la loro traslazione, tutti i malati di mente presenti siano stati guariticite-ref-libro-2-12[2]. La santa venne perciò dichiarata patrona delle persone affette da malattie mentali (espressione che comprendeva allora anche disagi neurologici, quali mwsqsonnambulismo ed mwsgepilessia). Nel mwsw1286 venne costruita, accanto alla mwtacappella a lei dedicata, anche una casa per ospitare i sempre più numerosi pellegrini, e in seguito un vero e proprio istituto psichiatrico, fondato nel mwtqIX secolo, attivo ancora oggicite-ref-libro-2-13[2]cite-ref-sqpn-3-11[3]. Un mwvgsantuario venne completato nel mwvw1749.
Essendo però i pellegrini che affluivano invocando una grazia sempre troppo numerosi, le autorità ecclesiastiche si rivolsero sin dagli inizi ai cittadini di mwwqGeel, chiedendo loro di condividere i loro sforzi e di aiutarli nel gestire i malaticite-ref-libro-2-14[2], seguendo anche l'esempio assistenziale di Gerebernus. Ciò ha dato luogo lungo i secoli ad un famosissimo e unico metodo nel mondo di trattamento psichiatrico, in cui è la cittadina stessa ad accudire i malati mentali, che sono (usando un termine moderno) deistituzionalizzati e partecipano alla vita sociale del paese; tale metodo è ora diffuso, ma ai tempi era estremamente innovativocite-ref-libro-2-15[2].
Nonostante Dinfna sia morta nel VII secolo, la sua mwywagiografia fu scritta solo nel mwza1247 da un mwzqcanonico della chiesa di mwzgSant'Auberto a mwzwCambrai, chiamato Pierocite-ref-libro-2-16[2]; ufficialmente, egli basò il suo resoconto sulle tradizioni orali, ma più probabilmente attinse al mw1afolclore localecite-ref-libro-2-17[2]. La santa era in origine commemorata il mw2q15 maggiocite-ref-sqpn-3-12[3]cite-ref-catholic-4-8[4]cite-ref-5[5], ma è poi stata spostata al mw5g30 dello stesso mesecite-ref-mart-1-3[1]cite-ref-libro-2-18[2].
È mw8apatrona, oltre che delle persone affette da disagi mentali e neurologici, anche dei loro luoghi di cura e delle professioni mediche dedicate (come psicoterapeuti e psichiatri), nonché delle principesse, delle vittime d'incesto e di stupro, per la perdita dei genitori e per la felicità in famigliacite-ref-sqpn-3-13[3].
Note
cite-note-mart-11. mwaqemwaqimwaqmMartirologio, su mwaqqvatican.va, The Roman Curia. mwaquURL consultato il 20 dicembre 2011.
cite-note-libro-22. mwas0Thomas J. Craughwell, mwas4mwas8Santi per ogni occasione - 101 santi protettori, Gribaudi, pp.mwata 236, 237.
cite-note-sqpn-33. mwau8(mwavamwaveEN) mwavimwavmSaint Dymphna, su mwavqsaints.sqpn.com. mwavuURL consultato il 20 dicembre 2011.
cite-note-catholic-44. ↑ mwawk(mwawomwawsEN) mwawwmwaw0St. Dymphna, su mwaw4catholic.org, Catholic Online. mwaw8URL consultato il 20 dicembre 2011.
cite-note-55. ↑ mwaxm(mwaxqmwaxuLAmwaxy) mwaxc (mwaxgmwaxkPDFmwaxo) mwaxsVetus Martyrologium Romanum
Bibliografia
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• mwayeBersani FS, Riboni J, Prevete E, Borghi L. "Geel e Santa Dinfna, una secolare tradizione di assistenza psichiatrica". Giornale di storia, volume 32, 2020 (PDF), su giornaledistoria.net.
• mwaymForthomme B. "Sainte Dympna et l'inceste". Paris, L'Harmattan, 2004, su editions-harmattan.fr.
• mwayuDresvina J. "Hagiography and idealism: St. Dympna of Geel, an uncanny saint". In "Anchoritism in the Middle Ages: texts and contexts", Cardiff, University of Wales Press, 2013, su uwp.co.uk.
• mwaycVilla R. "Incesti irlandesi e apoteosi brabantine". Belfagor, volume 63, 2008., su jstor.org.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Saint Dymphna, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Dinfna, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• citerefsantiebeati-itDinfna, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it.